Negli ultimi decenni, l’aviazione civile ha raggiunto livelli di sicurezza straordinari, grazie all’introduzione di sistemi di gestione del rischio, formazione continua, analisi sistematiche degli errori e una cultura organizzativa orientata alla prevenzione. Un modello, questo, che ha attirato crescente attenzione da parte del mondo sanitario, alle prese con tassi ancora elevati di eventi avversi evitabili. Il confronto tra i due settori, per quanto non privo di differenze strutturali e operative, ha prodotto una serie di riflessioni utili a delineare strategie per il miglioramento della sicurezza dei pazienti e del benessere degli operatori sanitari. Nel trasporto aereo, nonostante l’incremento esponenziale del numero di voli negli ultimi vent’anni, il numero di incidenti fatali è diminuito in modo significativo. Al contrario, nel settore sanitario, si stima che solo negli Stati Uniti ogni anno si verifichino oltre 200.000 decessi evitabili, un numero equivalente a tre disastri aerei al giorno. Un dato allarmante, che ha spinto esperti e istituzioni a interrogarsi sulla possibilità di importare modelli virtuosi dall’aviazione.
Uno degli strumenti chiave in aviazione è l’utilizzo sistematico delle checklist. Questi strumenti, pensati per prevenire l’errore umano, sono integrati nei protocolli operativi sia in situazioni di routine che in emergenza. La loro introduzione in ambito sanitario – in particolare in sala operatoria e nei protocolli di sicurezza per la somministrazione dei farmaci – ha mostrato un potenziale significativo nel ridurre le complicanze e migliorare l’adesione alle procedure. Tuttavia, affinché le checklist siano realmente efficaci, è necessario che siano parte di una cultura condivisa, supportate da formazione, adattamento al contesto e accettazione da parte dei team clinici.
La formazione continua è un pilastro dell’aviazione. I piloti sono sottoposti regolarmente a sessioni di aggiornamento, simulazioni di situazioni critiche e valutazioni delle competenze, sia tecniche sia relazionali. Questo approccio, strutturato e sistemico, è ancora poco diffuso nella formazione sanitaria, che spesso privilegia la dimensione teorica a scapito dell’addestramento esperienziale. La crescente diffusione dei simulatori in medicina, soprattutto in ambiti ad alto rischio come l’anestesia, la chirurgia e l’emergenza, rappresenta un passo avanti, ma restano necessarie risorse e investimenti per una loro implementazione più sistematica e continua.
Il Crew Resource Management (CRM), nato in ambito aeronautico, si focalizza sulle competenze trasversali come la consapevolezza situazionale, la comunicazione, il problem solving e il decision making. In sanità, dove il lavoro di squadra è essenziale ma spesso frammentato da gerarchie rigide e culture professionali differenti, l’applicazione del CRM può favorire dinamiche più efficaci, promuovendo un ambiente collaborativo e orientato alla sicurezza. In questo senso, pratiche come il briefing e il debriefing – momenti di confronto pre e post intervento – stanno diventando strumenti sempre più riconosciuti per migliorare la performance del team e per facilitare la riflessione condivisa sugli eventi.
Un altro concetto mutuato dall’aviazione è quello del cockpit "sterile": un ambiente libero da distrazioni durante le fasi critiche del volo. Applicare questo principio a contesti sanitari ad alta intensità – come l’induzione anestesiologica, la somministrazione di farmaci ad alto rischio o le fasi critiche di un intervento – può ridurre significativamente gli errori legati all’attenzione e al sovraccarico cognitivo.
Nel mondo aeronautico, ogni evento critico viene indagato a fondo da enti indipendenti, con un’attenzione particolare al contesto, ai fattori umani e alle lezioni apprese. Questo ha contribuito a creare una cultura della sicurezza non punitiva, in cui segnalare errori o quasi-errori è visto come un atto di responsabilità. In sanità, invece, la segnalazione degli eventi avversi è ancora ostacolata da timori legati alla colpevolizzazione, alla reputazione e alla responsabilità legale. In questo contesto, il passaggio a un sistema di analisi orientato all’apprendimento piuttosto che alla colpa rappresenta una delle sfide più importanti per costruire una cultura della sicurezza matura e resiliente.
Infine, l’aviazione ha compreso da tempo che la salute psicofisica degli operatori è un fattore critico per la sicurezza. Piloti e personale di bordo sono supportati da servizi psicologici, monitoraggi del carico di lavoro e valutazioni dello stress. In sanità, il benessere degli operatori è spesso trascurato, con conseguenze gravi in termini di burnout, errori e abbandono della professione. Investire nel benessere degli operatori – attraverso formazione, supporto psicologico e una cultura organizzativa che valorizzi il lavoro svolto – è oggi un’urgenza etica e strategica.
In sintesi
Bibliografia
Kapur N, Parand A, Soukup T, Reader T, Sevdalis N. Aviation and healthcare: a comparative review with implications for patient safety. JRSM Open. 2015 Dec 2;7(1):2054270415616548. doi: 10.1177/2054270415616548. PMID: 26770817; PMCID: PMC4710114.
Dott.Igor Graziato
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